Area Solvency II

Il progetto “Solvency II”, avviato nel 2001, è un’iniziativa di ampio respiro con la quale la Commissione Europea intende sottoporre a revisione l’insieme delle regole relative alla gestione dei rischi e alla solvibilità delle imprese di assicurazione, al fine di armonizzare le norme a presidio della stabilità finanziaria dell’impresa. Il sistema è articolato in una struttura a tre pilastri:

  1. requisiti patrimoniali, criteri di calcolo delle riserve tecniche e regole relative agli attivi a copertura (Pillar I)
  2. attività di vigilanza (Pillar II)
  3. obblighi informativi nei confronti della vigilanza e del mercato (Pillar III)

Il Prof. Olivieri è membro del Solvency II Pillar I Non Life Working Group del Groupe Consultatif Actuariel Europeen e l’attività di Olivieri & Associati è, fin dalla prima stesura della direttiva, in constante aggiornamento con l’evoluzione del progetto stesso.

La consulenza offerta in ambito Solvency riguarda principalmente:

  • Valutazione Best Estimate delle riserve tecniche, mediante metodi stocastici e deterministici
  • Calcolo del Risk Margin secondo i diversi approcci metodologici (VaR, Tail VaR e Cost of Capital)
  • Determinazione del Solvency Capital Requirement (SCR) per i diversi moduli di rischio previsti dalla direttiva, ed in particolare per:
  1. market risk
  2. underwriting risk (moduli life, non – life e health)
  3. default risk
  4. operational risk
  • Determinazione del Minimum Capital Requirement
  • Supporto e assistenza nelle procedure relative agli studi di impatto quantitativo (QIS) coordinati dal CEIOPS

Olivieri & Associati effettua inoltre la valutazione e la classificazione degli Own Funds, le risorse finanziarie stabilmente acquisite dalla società e a disposizione della stessa per far fronte ai rischi generati dall’attività d’impresa. Per quanto riguarda l’ammissibilità degli asset per la copertura dei requisiti patrimoniali, infatti, il framework di Solvency II prevede una classificazione articolata su tre categorie (“tiers”), sulla base di alcune caratteristiche fondamentali possedute dai vari elementi del patrimonio: il grado di subordinazione rispetto ai diritti degli assicurati, la capacità di assorbire le perdite in caso di liquidazione dell’impresa, il grado di disponibilità, la perpetuità o la durata protratta, l’assenza di costi e obblighi di rimborso.